Giocare alla seo: cos’è seo per me

“All the world’s a stage,
And all the men and women merely players:
They have their exits and their entrances;
And one man in his time plays many parts.”  
Shakespeare – ‘As you like’

Immagino ti stia chiedendo cosa centra Shakespeare con la seo e con un post su che cos’è la seo. Ci arriviamo subito. Ma prima ti chiedo:

Ricordi i risultati dei di , nel 1997 (o giù di lì)? E ricordi i siti di una volta?

Io si, tra i miei offuscati ricordi del passato queste immagini sono ancora presenti, e ogni tanto riaffiorano alla mente.

Avevo 12 anni, dal 386 di papà ero finalmente passato ad un computer tutto mio, un Pentium (un Pentium 2, mi pare) ed era appena arrivato in casa il mio primo modem, tutto mio! Era un potentissimo 56K, non mi sembrava vero.

Allora la seo, per quello che potevo capirne, mi sembrava un gioco. La vedevo così.

E per me lo è tutt’ora, motivo per cui amo il mio lavoro come se fosse il mio “gioco” preferito. Così è come vedevo la seo e chi la faceva, tanto tempo fa. E così è come continuo a vederla, oggi. Questa è la risposta a che cos’è la seo, secondo me.

seo è un mestiere, prevalentemente tecnico, che utilizza strategie e attività che vengono fatte su un sito e al di fuori di esso, per portare traffico gratuito al sito dai motori di ricerca.

seo è un ramo del marketing online, che, proprio come l’inbound marketing o il content marketing, ha l’obiettivo di far arrivare le persone sul nostro sito senza “spingerli” (push), ma perché stanno cercando qualcosa (sul motore di ricerca) alla quale noi possiamo dare una risposta, e quindi vengono a visitare il nostro sito perché ci hanno cercato loro (pull).

seo è “capire come funzionano i motori di ricerca” (cit.), è aiutare (o forzare) i motori di ricerca come Google a indicizzare il nostro sito e a portare traffico gratuito (organico, non a pagamento) sul sito, mostrando le nostre pagine tra i risultati delle ricerche che gli utenti effettuano sul motore di ricerca.

seo è l’insieme di attività che, unite alle altre attività di marketing (e web marketing) dell’azienda (pubblicità e promozione, social networking, sviluppo e programmazione, raccolta lead, parte commerciale, etc.) permettono all’azienda di raggiungere i suoi obiettivi di business.

Ma soprattutto, la seo è un gioco. E’ riuscire a passare al livello successivo, è provare, cadere, riprovare, cadere di nuovo, riprovare. Fino a quando non si riesce ad arrivare in prima pagina. Fino a quando il traffico da motori di ricerca sul nostro sito non aumenta. Fino a quando non passiamo al livello successivo.

Con questo non voglio sminuire una professione. Al contrario. Alcuni affermano che le professioni degli adulti sono una continuazione del gioco dei bambini. E che il bambino, attraverso il gioco, cresce e diventa adulto.

Secondo Freud, “un adulto che vive una vita normalmente seria per un lungo periodo di tempo, può un giorno sconvolgere ancora la relazione  gioco-realtà: ricordandosi della serietà con la quale giocava da bambino, e confrontando il suo gioco con le occupazioni apparentemente serie del presente, può disfarsi del peso impostogli dalla vita e acquistare il piacere dell’umorismo.

Se ti interessa l’argomento, puoi leggere il resto sulla mia tesi su Shakespeare.

Proprio come il ruolo che viene assunto da adulto nel proprio lavoro, in azienda, in ufficio e nella sua professione. Quello che fanno fare oggi in alcune aziende, o nei master, i responsabili delle risorse umane. Fanno fare dei giochi insieme, e impersonare delle parti, per permettere ai colleghi l’integrazione e la collaborazione tra loro, il team building.

In questo caso è il gioco dei webmaster, dei proprietari di siti internet. Un gioco che poi si è evoluto in maniera esponenziale, e che, chi già giocava sui propri siti, ha deciso di fare per professione.

Ed ecco che, i proprietari di siti che non sapevano le regole del gioco, e che non le volevano imparare, hanno deciso di chiamare qualcuno che “giocasse” al posto loro.

Come se in un gioco chiedessi a qualcuno più bravo di farmi un quadro difficile, un quadro che non riesco a superare.

Una definizione seo più “canonica” e convenzionale

A volte ripetere le basi non fa male. E soprattutto, non vorrei che tutta questa storia del “gioco” possa confondere le idee, soprattutto ai giovani seo neofiti. 

Ecco quindi cos’è la seo e l’ottimizzazione per il posizionamento sui motori di ricerca.

Cos’è la seo (Search Engine Optimization)

(Search Engine Land, tradotto da seo @ Social Engagement)

Immagina per un momento di essere un bibliotecario, ma non uno come tanti: sei un bibliotecario per tutti i libri al mondo. Le persone si affidano a te ogni giorno per trovare l’esatto libro di cui hanno bisogno. Come puoi farlo?

Hai bisogno di un sistema. Hai bisogno di sapere cosa c’è all’interno di ogni libro, e come questi libri sono correlati l’uno agli altri. Questo sistema ha bisogno di inserire un sacco di informazioni, e trovare velocemente le risposte per ogni richiesta. Non è un lavoro semplice.

Motori di ricerca quali Google e Bing sono i bibliotecari di Internet. I loro sistemi raccolgono informazioni su ogni pagina presente nel web, così possono aiutare gli utenti a trovare ciò di cui hanno bisogno.

Ogni motore di ricerca ha una ricetta segreta, chiamata algoritmo, che permette di trasformare le informazioni raccolte in utili risultati per la ricerca effettuata. Se possiedi un sito web, capirai che i risultati delle ricerche contano: quando una pagina è ben posizionata tra i risultati, sarà più visibile e più facilmente rintracciabile dagli utenti. La chiave per un buon ranking (posizionamento) è fare in modo che il tuo sito web abbia gli ingredienti che i motori di ricerca cercano in una pagina web.

Questo processo è chiamato seo, o “Search Engine Optimization” (ottimizzazione per i motori di ricerca). Oggi, molti degli ingredienti necessari per il posizionamento sono ben conosciuti:

  1. Le parole sono importanti: I motori di ricerca analizzano ogni parola presente nel web, quindi, quando una persona cerca “riparazione scarpe”, i motori di ricerca possono scartare dei risultati, per mostrare soltanto le pagine che riguardano quei determinati termini di ricerca.
  2. I titoli sono importanti: Ogni pagina sul web ha un titolo ufficiale, ma ha volte non è visibile, in quanto è nel codice di scrittura del sito. I motori di ricerca prestano grande attenzione ai titoli delle pagine, perché spesso questi riassumono una pagina, come il titolo di un libro.
  3. I link (collegamenti) tra i siti web sono importanti: Quando una pagina web collega ad un’altra, è di solito per raccomandarla, dicendo ai lettori “Questo sito ha informazioni valide”. Una pagina web con molti link ad essa, può essere vista bene dai motori di ricerca. Però alcuni cercano di imbrogliare gli algoritmi, creando o comprando link da tutto il web, che puntino al loro sito. Di solito, i motori di ricerca scoprono presto quando un sito ha molti link non affidabili che puntano a sé, e risolvono il problema dando molto più peso ed importanza a link inviati da risorse e siti web autorevoli ed affidabili.
  4. Le parole usate nei link sono importanti: Se sul tuo sito web è scritto “Amazon ha un sacco di libri”, e la parola libri è un link ad Amazon, i motori di ricerca possono capire che il sito “Amazon” è strettamente collegato alla parola “libri”. In questo modo, quando qualcuno cerca la parola “libri”, quel sito sarà posizionato bene.
  5. La “reputazione” di un sito è importante: I siti web con un’alta percentuale di contenuti freschi e coinvolgenti, ed un numero crescente di link di qualità al proprio sito, sono considerati come “stelle nascenti”, e posizionarsi bene nelle classifiche dei risultati di una ricerca.

Queste sono soltanto le basi, e le ricette dei “Search Engines” sono aggiornate e modificate costantemente.

Il segreto per un buon seo consiste nel fare in modo che il tuo sito web abbia contenuti di qualità, e che questi siano supportati dagli ingredienti che i motori di ricerca necessitano per la loro ricetta.

Innanzitutto bisogna dire che fare seo significa capire come funzionano i motori di ricerca, e quindi offrire al motore ciò di cui ha bisogno per far arrivare una pagina (o un sito web) ai primi posti delle sue classifiche per quella particolare (o quelle particolari) parole chiave (termini di ricerca dell’utente).

I motori di ricerca come Google hanno bisogno, per mantenere il proprio business online attivo e funzionale, e quindi per poter generare un ritorno economico, hanno bisogno di avere siti validi e di qualità ai primi posti delle loro SERP (pagine dei risultati di ricerca).

Questo perché, se io come utente (e quindi in parte cliente) di Google effettuo una ricerca su google.it, mi aspetto di trovare tra i primi risultati che il motore di ricerca mi restituisce, proprio ciò di cui avevo bisogno.

Per stabilire quale sito è “migliore” rispetto ad un altro, e quindi quale dev’essere mostrato per primo, i motori di ricerca applicano una loro “ricetta segreta”, ovvero utilizzano degli algoritmi matematici che prendono in considerazione tantissime variabili, grazie alle quali stabiliscono l’autorevolezza di un sito e la sua rilevanza rispetto alla query di ricerca dell’utente.

Questo fattori, o variabili, che i motori di ricerca prendono in considerazione sono molti, e variano in continuazione, mentre la ricetta di Google per posizionare i siti web resta segreta.

Tra i fattori presi in considerazione da Google, ad esempio, vi sono:

1. L’età del dominio, ovvero da quanto tempo il dominio è online e con quell’attività. Più il dominio è vecchio, più è in teoria affidabile e quindi di qualità.

2. I backlink (link) che il dominio e le sue pagine interne ricevono (avere più link di qualità, ovvero che provengono da siti affidabili, potrebbe favorire un buon posizionamento; questo è ottenuto con un’azione seo chiamata link building).

3. I contenuti (ovvero quello che viene scritto in tutte le pagine del sito, e come viene scritto).

4. La struttura seo (ovvero architettura, o alberatura, del sito; che parte da una homepage per andare più in profondità verso tutte le pagine del sito).

5. I link interni (ovvero come sono collegate le varie pagine tra loro, e se le pagine più importanti sono linkate ad almeno un secondo livello di profondità).

6. La rilevanza della pagina con la query (ricerca) effettuata dall’utente, e con il suo contesto.

7. Esperienza dell’utente sulla pagina (ovvero clicca sul risultato in google e poi torna subito indietro, oppure naviga la pagina e il sito perché ha trovato quello che cercava?

Per chi è interessato a capire quali sono i fattori di posizionamento dei motori di ricerca, ecco una lista dei fattori di posizionamento completa.

Posizionare un sito web non è semplicissimo, e sicuramente vi è tanto da fare. Oggi la seo si concentra molto sull’utente, al capire l’esperienza dell’utente e a mettere in pratica delle tecniche e delle strategie atte a portare l’utente a compiere l’azione desiderata.

Tra seo, giochi e videogiochi.. Ricordando il passato

In this great future, you can’t forget your past.

In quel periodo (la fine del XX secolo) i miei genitori avevano deciso di farmi il regalo più bello per un ragazzino, un computer tutto mio. E avevamo preso finalmente un modem per collegarsi ad internet, una finestra sul mondo!

Non stavo più nella pelle per la gioia. Un 56K, un modem tutto per me. E un motore di ricerca, per trovare tutto quello che volevo.

Finalmente potevo scaricare le canzoni, guardare immagini, trovare i testi delle mie canzoni preferite, trovare biografie ed un sacco di informazioni utili, chattare con gli altri, parlare in inglese e con gente da tutto il mondo, andare sui forum, in chat di tutti i tipi, e conoscere persone nuove.. tutto virtualmente. Tutto online. Tutto da casa. Tutto dalla mia cameretta.

Allora non credevo la seo potesse essere una professione, ma solo un gioco. Altrimenti avrei saputo cosa volevo fare da grande già allora. Credevo esistessero lavori per programmazione, realizzazione siti web, html, webmaster. Ma, nel ’98, non credevo si potesse lavorare come .

Ricordo che avevo provato a fare il mio primo sito su Bob Marley con Front Page. Ci avevo messo passione e amore, con biografie, audio, midi di sottofondo alle pagine, collegamenti ipertestuali (nome vintage ancora mantenuto da Outlook per indicare i link), immagini, testi.. ero proprio contento!

Internet era un gioco per me allora. Un gioco come un altro. Anzi, forse il migliore gioco di sempre. Molto meglio di GTA, di Age of Empires, di Doom o di Duke Nukem. 

La seo era un gioco. E i webmaster e proprietari di siti si divertivano a giocarlo. Giocavano con gli algoritmi dei motori di ricerca, giocavano con i robot, e posizionavano le loro pagine prima di quelle degli altri.

Giocavano, e hanno visto che giocando potevano guadagnare soldi online.

I loro siti potevano essere “monetizzati” (da cui il termine money sites) e il motore di ricerca era un mezzo fantastico per portare utenti sul loro sito, utenti che poi avrebbero effettuato un’azione, completato un percorso (funnel) e portato dei soldi (conversione), direttamente o indirettamente.

Tutto questo percorso, dall’inizio alla fine, è la seo, almeno secondo me.

Ecco le landing page che vedevo in SERP (Search Engine Results Pages), in quei tempi.

Tutti quei money site pieni di SPAM. Non nego che, un po’, ne ero rimasto affascinato.

Forse, se avessi saputo già allora che la seo poteva essere un lavoro, non sarei andato all’università. Forse. Ma poi ognuno segue strade impreviste, e a volte allunga un po’ il tragitto per capire quello che veramente vuole fare. Qual è la sua vera passione, o passioni.

Allora posizionarsi era più semplice. E i siti nella prima pagina dei motori di ricerca ne erano la prova.

Bastava keyword stuffing a valanga e link building all’impazzata, con ancore 100% esatte, per diventare il sito migliore per quella keyword. Era tutto molto più semplice.

Me le ricordo le SERP e i siti allora, tutto era pieno di SPAM! Un vago ricordo, un sacco di money pages, tutte in prima pagina. Per molte ricerche.

Eh si, il web non era quello che è oggi, all’apparenza tutto pulito, con una prima pagina di Google da enciclopedia, da prima pagina de La Repubblica (anzi meglio).

No, prima, quando i grandi leggevano (ancora) i giornali, le SERP non erano così. E neanche i siti, ce n’erano un sacco pieni zeppi di spam.

E’ come quando in un gioco sei ai primi livelli, tutto è più semplice, e il gioco ti permette di imparare a giocare. Un gioco che io allora, non ho avuto voglia di giocare.

Pensa se devi iniziare un gioco direttamente dai livelli più alti, quanto diventa tutto più difficile!

Poi, nel 1998, è arrivato Google. E il gioco è passato ai livelli più alti. Chissà se Google sapeva già tutto, del grande gioco che stava andando a creare.

E come in tutti i giochi, più si va avanti, più le cose diventano complicate. Le tattiche di gioco di una volta non erano più valide. I webmaster ne avevano abusato troppo. Le cose dovevano cambiare.

Google si è impossessato pian piano del search market, ha tolto di mezzo Altavista, Excite e gli altri motori di ricerca. E ha imposto le sue regole.

Con il pagerank (brevettato da Google) non bastava più avere un sacco di link da qualsiasi sito per posizionarsi. Servivano link di qualità, da siti “di qualità”. Questa qualità è diventata sempre più qualità, e acquisire questi link sempre più difficile. Per i webmaster e i seo, l’attività di link building non era più semplice come una volta.

L’abuso di keyword all’interno delle pagine, l’uso di parole “invisibili” sulla pagina, e tutti gli altri “trucchetti da quattro soldi” ormai non erano più funzionali per posizionarsi su Google.

Google che, dopo aver insegnato le regole a tutti, e dopo essersi assicurato di poter controllare che venissero rispettate, ha iniziato a giocare, con le sue regole.

Google Adwords, Adsense, Doubleclick, Analytics, Webmaster Tools, Drive, Gmail, e altri tools hanno pian piano iniziato a far parte del gioco.

Insomma, man mano che il tempo è passato, le cose si sono fatte sempre più difficili. Il gioco è diventato più duro. E giocare è diventato più complicato, e divertente. 

Questa è la seo per me, Eugenio Tommasi. E per te, cos’è la seo?

2 risposte a “Giocare alla seo: cos’è seo per me”

  1. Non avevo mai pensato alla SEO come ad un gioco. Però in effetti hai ragione. E’ un po’ come in una competizione dove cerchi di superare l’altro concorrente, poi lui ti risupera e te cerchi di riprenderlo…in effetti è un po’ un gioco. Un gioco che è in continua evoluzione e con nuove regole ogni anno.

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