La Favola di una Zebra. Consigli seo per ecommerce

zebra google (sad)

Disclaimer al Lettore


N.B. Il seguente articolo è stato modificato, in quanto lasciava intendere al lettore la presenza di un nuovo reale update di Google chiamato “Zebra” (aggiornamento inesistente in quanto non ufficialmente e nemmeno ufficiosamente dichiarato da Google).

Partendo da giuste critiche sull’inesistenza di un algoritmo chiamato Zebra, ho deciso di migliorare questo articolo, semplicemente (e soltanto) eliminando la parola “Zebra” dall’intero articolo, e tranne che in questa breve introduzione la parola “Zebra” comparirà soltanto nel titolo. Spero che l’articolo potrà essere utile a commercianti e webmaster che fanno del commercio elettronico un punto chiave del proprio business.

Con il commercio online in forte crescita, infatti, non si può pensare che Google non sia in continua evoluzione per combattere, anche in questo settore come per il resto delle ricerche online, lo spam presente negli ecommerce. Questo articolo vuole quindi innanzitutto dare consigli per migliorare l’esperienza che un ecommerce può portare al visitatore, attraverso alcuni e semplici, oltre che modesti, consigli per favorire la user experience di un sito di commercio elettronico.

(A scanso di equivoci) Tengo a precisare: Zebra è un nome inventato ed “ironizzante” (basato sui colori bianco e nero degli ultimi updates di Google, il panda e il pinguino). Tale “invenzione” e le speculazioni conseguenti si basano sulle parole di Matt Cutts alla conferenza SXSW in Austin

“We have a potential launch later this year, maybe a little bit sooner, looking at the quality of merchants and whether we can do a better job on that, because we don’t want low quality experience merchants to be ranking in the search results.” 

Un articolo in Search Engine Land chiarifica il concetto, in relazione principalmente alle false recensioni che molti commercianti adoperano pensando di poter posizionare meglio il loro sito. Resta inteso che il nome “Zebra” non rispecchi un reale update di Google annunciato ufficialmente, ed “ironizza” soltanto su dei possibili nomi per il futuro update di Google, update comunque confermato da Cutts.

sadness


Dallo “Zoo” di Google sembrano in arrivo nuovi updates: Novità per il commercio elettronico nel 2014

Gli e-commerce ed i negozi online sono sempre più di moda, sempre più consumatori comprano online, molti di essi da dispositivi mobili.

In un recente studio pubblicato in Google Insights (Think), si nota come lo shopping natalizio sia iniziato, quest’anno con ancora più anticipo degli altri anni, già a partire da Ottobre. E tutto principalmente online. Già da fine settembre ed inizio ottobre gli ecommerce hanno visto un’impennata di acquirenti a comprare, possibilmente per regali di Natale come per le spese personali.

Sembra che Google non abbia potuto non coglierne l’occasione. Google sembrerebbe voler infatti penalizzare principalmente gli ecommerce irrispettosi delle linee guida Google. Lo stesso Matt Cutts (Head del team contro lo spam in Google), come riportato nel disclaimer di questo articolo, afferma infatti che nuovi aggiornamenti del sistema vogliono proprio portare in alto tra i risultati soltanto ecommerce di ottima qualità, che non abbiano esperienze di scarsa qualità per i visitatori. Tra le parole di Cutts si può riportare:

“We are trying to ask ourselves, are there other signals that we can use to spot whether someone is not a great merchant, and if we can find those, and we think that they are not all that spammable, then we’re more than happy to use those.”

Con il commercio elettronico in forte crescita, è infatti ovvio che il big Google decida di prendere proprio i negozi online come target per i suoi nuovi updates. I dati raccolti da Search Engine Journal ed altre fonti sul web mostrano, nonostante le diffidenze, dati su come un nuovo “pseudo aggiornamento” di Google sembri influenzare le SERP.

L’obiettivo di Google sembrerebbe principalmente quello di rimuovere e penalizzare tutti quegli ecommercespam”, che non rispettano le linee guida, per offrire all’utente una sempre migliore esperienza intrapresa grazie al famoso motore di ricerca.

Quello che Google vuole fare è essenzialmente abolire il concetto di parole chiave da ricercare attraverso tecniche (principalmente spam) utilizzate dai vecchi metodi seo, e creare delle SERP più mirate e targettizzate, non più standardizzate, e basate su diversi fattori, quali anche le raccomandazioni delle cerchie di amici dell’utente, in cui si riduca drasticamente lo spam, puntando su siti e contenuti di qualità, che portino soltanto valore aggiunto alla community.

Ma oltre a questi argomenti, che comunque non fanno una piega e la maggior parte degli utenti condividerebbe, ce ne sono altri, che sembrano inquietare, e non poco, i proprietari di negozi online.

Secondo Michael Campolattano di Search Engine Journal, questa potrebbe essere la svolta che costringerebbe i proprietari di un ecommerce a dover optare per il SEM (Search Engine Marketing), ovvero la pubblicità online sui canali Google (ed altri) per sponsorizzare a pagamento i propri prodotti. Questo perché i grandi cambiamenti in arrivo portano, tra i più grandi “svantaggi” per i proprietari di ecommerce, una scelta di prodotti presenti già presa da Google proprio in base, appunto, alla pubblicità online.

Sicuramente questa sarà un’ottima opportunità per migliorare la user experience (l’esperienza che l’utente ha durante le sue ricerche online), in quanto l’utente, soprattutto se da dispositivi mobili, preferisce di gran lunga vedere una serie di prodotti (presentati da Google, affidabile motore di ricerca) invece di andare a spulciare diversi siti web per trovare ciò di cui ha bisogno. Sempre ammesso, ovviamente, che Google riesca ad indovinare ciò di cui un utente ha bisogno, cosa ormai non difficile, visto l’avanzamento tecnologico di Big G.

Ma, tornando alla nostra “fiaba”: Perché mai gli ecommerce della rete dovrebbero aggiornare la loro strategia per alternare il seo con la pubblicità a pagamento, ad esempio attraverso la piattaforma Google Adwords?
Andiamo ad analizzare 2 screenshots, presi da WidgetWare perché riassumono molto bene alcune delle novità di casa Google. Nel primo (in basso) si può notare come, per la ricerca “compra olio d’oliva” (tradotta dall’inglese), si trovino 2 risultati “in rosa”, che rappresentano annunci a pagamento della rete Partner di Google, sotto 5 tipi di prodotto per quella ricerca, sempre della rete annunci Google, al lato destro altri annunci a pagamento, ed infine in basso sotto le immagini dei prodotti, i risultati organici (non a pagamento).

algoritmo zebra prima

Vediamo ora il secondo screenshot. Si può qui notare come i risultati siano questa volta diversi: viene infatti spostato sulla destra il catalogo di prodotti sponsorizzati attraverso annunci Google, portando i prodotti da 5 a 8, rendendo così la scelta molto piu’ ampia.

algoritmo zebra dopo

I cambi sono per soltanto visibili nel mercato USA, per ora. Infatti, per avere tali tipi di annunci, bisogna diventare un Google Trusted Store, e ciò è per ora possibile soltanto in America. Ciò non vuol dire che non dobbiamo aspettarci l’arrivo di grossi cambi nel campo del commercio elettronico, che in USA sembrano coincidere proprio con l’inizio dello shopping natalizio (guarda caso), anche in Italia, e probabilmente non con troppo ritardo.

Quindi, per molti commercianti, sarebbe utile iniziare ad utilizzare, oltre che una buona ottimizzazione attraverso un’agenzia seo, anche advertising e annunci online sulla rete Google Adwords. Ciò non toglie, comunque, l’importanza di una buona strategia seo, ed accortezze che evitino ad un seo Specialist penalizzazioni ed altro, e quindi l’uscita del proprio sito web dalle SERP dei risultati organici in Google. Alcune di queste vengono menzionate direttamente da Matt Cutts (ovviamente in maniera non esplicita) attraverso un post sul suo blog: “Cosa vorreste vedere su Webmaster Tools nel 2014”.

Tra le raccomandazioni utili per non farsi cogliere sprovvisti dai continui aggiornamenti di Mountain View in Italia, è doveroso segnalarne alcune:

Certificati SSL che garantiscano l’autenticità dei contenuti, e che permettano transazioni sicure.
Carrello aggiornabile successivamente a nuovi acquisti
– Ben chiari termini per il rimborso / restituzione, e Termini e Condizioni
– Accettazione Acquisti da utenti non registrati
– Necessità di calcolare adeguatamente i costi di trasporto, e di tracciare l’ordine

Inoltre, come detto prima, queste regole si applicano agli ecommerce che fanno parte dei Google Trusted Stores. Per quanto riguarda tutti gli altri ecommerce non membri, le linee guida da seguire sembrano ancora più restrittive: almeno 500 transazioni al mese, vendere almeno l’80% dei propri beni, consegnare almeno il 90% dei prodotti spediti, in tempo. Ovviamente recensioni e tutto il resto continuano ad avere il loro peso.

Questi i consigli per chi ha un ecommerce, e, nel dettaglio, vuole essere sicuro di posizionare il sito per parole chiave e ricerche importanti al settore di riferimento, seguendo le (sempre più restrittive) linee guida di Google. Altri consigli, che un ecommerce dovrebbe seguire “assiduamente”, possono essere:

– Assicurarsi di avere un motore di ricerca interno al sito, che permetta all’utente di trovare ed orientarsi facilmente all’interno del sito.

– Implementazione, ove non presente, di temiresponsive”, ovvero temi predisposti per la visualizzazione su dispositivi mobili. Se non è possibile farlo per via della struttura del sito, ricorrere ad un nuovo dominio o ad un sottodominio a cui si venga reindirizzati se si visualizza la pagina da dispositivo mobile.

– Miglioramento e aggiornamento costante dei contenuti, che portino valore aggiunto e mostrino le differenze di un sito rispetto ai suoi competitor.

– Ogni e-shop dovrebbe oggi avere a disposizione un comparatore di prezzi e prodotti, che permetta di paragonare vari prodotti tra loro, direttamente ed in maniera semplice grazie alle funzionalità del sito.

– Creazione di Mark-up (attraverso Webmaster Tools di Google) e rispetto degli schemi per l’attribuzione di contenuti dettati in Schema.org, da attribuire ai prodotti offerti ed al resto del sito web.

– Aggiungere una chat dal vivo, che permetta agli utenti di avere assistenza in maniera rapida e semplice, o per lo meno un servizio di assistenza presente ed efficiente, che risolva i problemi in maniera efficiente.

– Aggiungere Video dei prodotti, inserendoli nei canali opportuni, ed inserire all’interno del sito altri elementi che migliorino l’usabilità da parte dell’utente.

– Prestare attenzione alla velocità del sito, ed al tempo di attesa affinché la pagina sia caricata. Per questo sarebbe utile analizzare le proprie pagine attraverso lo strumento di Google Page Speed, e prestare attenzione ad alcune semplici raccomandazioni (ad esempio la compressione dei file e cartelle sul server).

– Prestare molta attenzione alle recensioni dei clienti, e che queste recensioni siano sempre gratificanti. Bisogna ricordare che Google penalizza anche quegli e-commerce in cui le recensioni negative dei clienti superano di gran lunga quelle positive.

Questi tra i tanti consigli che si potrebbero dare ad un negozio che decide di vendere i suoi prodotti grazie al canale online. Ma il consiglio principale ai “commercianti elettronici”, resta sempre lo stesso: Attenzione ai contenuti, rispetto degli utenti, per non vedersi penalizzati, all’improvviso, da una qualche fiaba non a colori di Google

Grazie per un +1 se l’articolo è stato gradevole 🙂

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