SEO e aggiornamenti google: qualità, spam, segnali Sociali

social shares

Fare seo per Google nel 2013

In questo nuovo articolo, che chiude il ciclo di nozioni fondamentali e basi per un buon seo, si parla dell’evoluzione dei motori di ricerca negli anni, fino ad arrivare al 2013, ed alle ultime novità di Google riguardo a seo, posizionamento e penalizzazioni.
In principio era Archie. Il nome richiamava il termine inglese “Archive”, e il portale conteneva info sui primi documenti online, ma le pagine non venivano indicizzate, in quanto non erano in un numero sufficiente e la ricerca poteva essere fatta manualmente. E’ solo nel 1993, con alcuni scripts di Oscar Nierstrasz, che nacque in settembre il primo rudimentale motore di ricerca, W3Catalog. Da quel momento nacquero diversi motori di ricerca, che cercavano tra tutte le pagine internet quelle più rilevanti per i termini di ricerca digitati dall’utente. L’importanza era data principalmente al numero di link che il sito riceveva da altri portali, e questo era uno dei metodi principali attraverso i quali si stabiliva la posizione dei siti in classifiche e risultati per determinati termini di ricerca. Il web si e’ poi evoluto, fino ad arrivare all’invenzione di Page e Brin, di cui si e’ gia’ parlato in quest’articolo, in cui si sposta l’importanza dal numero di link alla qualità e pertinenza di questi ultimi.

Adesso siamo nel 2013, e, nonostante qualcosa dei processi passati sia rimasta, molte sono state le innovazioni nel campo del Search Engine. Oggi Google sembra prendere molto in considerazione indici quali: Qualità, Segni Sociali e Spam. Lo spam può portare alla penalizzazione dell’intero sito o di singole pagine, con conseguente scomparsa dall’intero indice dei risultati di ricerca. I link che puntano al sito, le keywords cosi’ come altri fattori tipici del seo, restano comunque fondamentali e vanno utilizzati se ci si vuole posizionare bene nei risultati di ricerca, ma focalizzare l’attenzione su questi tre aspetti risulta oggi preponderante . Vediamo quindi di analizzare più da vicino ognuno di questi 3 nuovi importanti indici e fattori Google per il ranking. Ma prima, e’ bene dare uno sguardo ai 200 principali fattori chiave Google per il posizionamento (in quest’ottima Infografica), ed al valore attribuito oggi ad ognuno di questi singoli fattori.

seo google, google seo, ranking factors 2013

Google e il seo nel 2013, con focus sui social signals

Come si può notare dal grafico, uno tra i principali indici utili per posizionarsi e’, come già accennato prima, quello dei “segnali sociali”. Oggi i segnali sociali provenienti da Google+, Facebook, Twitter, così come da altri social media, risultano essere fondamentali per arrivare al top di Google. Durante ricerche ed analisi seo, può capitare spesso di trovare dei siti web posizionati ai primi posti in Google, per determinate parole chiave, pur avendo pochi contenuti e parole chiave utili per essere posizionati. Il punto forza di questi siti, sta proprio nella forza dei loro segnali sociali, e di quanto gli utenti sui social networks valutino valido il contenuto del sito. Vediamo di osservare piu’ da vicino questi “Social Signals”. Innanzitutto, cosa sono: i segnali sociali sono tutti i “Mi Piace” di Facebook, i “+1” di Google Plus, i “tweet” di Twitter. Come fare affinché i nostri contenuti vengano condivisi in tal modo da diventare segnali sociali per i motori di ricerca? E’ semplice: basta andare sulle pagine relative ai webmasters per ognuno dei siti in questione, Facebook Developers, Twitter  e i +1 di Google Plus, e creare un proprio codice personalizzato. Una volta creato si deve copiare e incollare nella propria pagina web che si desidera condividere, e il gioco e’ fatto. Ogni persona che vi dara’ un “voto sociale” parteciperà a migliorare il ranking del sito.

La lotta allo Spam e’ un’altro fattore fondamentale per il posizionamento di un sito, e può portare addirittura il sito a ricevere penalizzazioni, anche gravi, fino all’esclusione totale della pagina o dell’intero sito dai risultati di ricerca. Vediamo qui di analizzare, in Google, i rischi di essere penalizzati e come evitarli. Innanzitutto, e’ importante dare uno sguardo e seguire, durante la realizzazione del proprio sito, le linee guida di Google, che danno informazioni utili e che devono essere rispettate per evitare penalizzazioni. Altri rischi inerenti le penalizzazioni possono essere riassunti nei due modelli lanciati da Google appositamente per combattere il web spam, ovvero Google Panda (uscito per la prima volta nel Febbraio 2011) e Penguin Tool (uscito in Aprile 2012). Principalmente questi due strumenti servono a combattere tecniche di “black hat” seo quali la partecipazione a “link schemes”, spam e contenuti non di qualità.

In base alla gravità e al tipo di violazione delle linee guida di Google, inoltre, si può essere penalizzati algoritmicamente, ovvero attraverso gli algoritmi di Google (come quelli accennati in precedenza), oppure manualmente (con un azione manuale di Google, che viene di solito comunicata tramite webmaster tools). Nel primo caso il sito viene riportato automaticamente tra i risultati una volta che tornerà a rispettare le linee guida. Nel caso di penalizzazioni manuali invece, Google di solito avvisa in Webmaster Tools (prima e dopo) sui motivi per i quali il sito è stato o potrebbe essere penalizzato. In quei casi bisogna porre rimedio e, in caso di penalizzazione, chiedere a Google una richiesta di riconsiderazione, o Reconsideration Request perché il sito venga rivalutato.

quality

Vediamo ora, più in particolare, da cosa possono derivare penalizzazioni al proprio sito web.

– Strutturazione di backlinks esterni che puntano al proprio sito, e possibili partecipazioni a schemi di condivisione links. A tal proposito e’ importante non avere troppi link, che questi non provengano da siti considerati “Spam”, e che provengano da fonti autorevoli e rilevanti. Se un sito ha troppi link spam in entrata, dopo aver provato a chiederne la rimozione ai rispettivi webmasters, può provare ad utilizzare il “Disavow Tool” di Google (tramite Webamaster Tools), che dovrebbe però essere utilizzato con cautela e soltanto in casi estremi.

– Scorretto uso (o abuso) di keywords tra i propri contenuti. In questo caso le penalizzazioni maggiori sono date dal cosiddetto “keyword stuffing”, ovvero l’inserimento di parole chiave che non siano strutturate in un contesto logico, soltanto per posizionarsi per tali parole. Tra le tecniche black hat piu’ penalizzate in questo contesto, troviamo keywords “mascherate”, rese in tal modo invisibili (ad esempio colorando lo sfondo dello stesso colore del carattere)

Contenuti duplicati. Un contenuto duplicato illude generalmente ad un testo che e’ copiato, o molto simile, ad un altro testo gia’ presente nel web. In casi di duplicati, Google applica delle penalizzazioni piu’ o meno gravi. Per verificare la presenza di duplicati internamente al proprio sito, si puo’ utilizzare WebMaster Tools di Google. Questo invece e’ un ottimo strumento per verificare e ricercare la presenza di contenuti duplicati nel web.

Esistono poi molti altri fattori che possono portare Google a penalizzare il vostro sito, come ad esempio troppe achor text nei link con corrispondenza esatta (o troppi link con lo stesso anchor text), non si hanno abbastanza link autorevoli, i contenuti non sono di qualità, non ci sono abbastanza contenuti, l’uso che si fa delle keywords nei link interni, meta tags che sembrano o possano essere considerate spam, ed altri fattori.
Un ottimo strumento gratuito, tra i migliori reperibili su internet per verificare e porre rimedio a possibili penalizzazioni algoritmiche da parte di Google, è chiamato Panguin Tool, sviluppato da Barracuda. Questo strumento permette di associare il proprio account Google Analytics a Panguin Tool, ed avere in questo modo una visuale completa dell’andamento del proprio sito, ed allo stesso tempo di tutti gli aggiornamenti Google (Panda, Penguin, Indefiniti) relativi a spam e penalizzazioni. Ogni aggiornamento Google è posizionato su una timeline, ed e’ possibile verificare, controllando gli abbassamenti di traffico, quale update di Google e’ stato applicato in quel periodo. A tal punto, una descrizione dell’aggiornamento Google viene fornita, con possibili approfondimenti, e l’utente puo’ semplicemente verificare se nel suo sito sono presenti possibili segnali di spam relativi a tali aggiornamenti, ed in caso, risolverli.
Infine, è molto importante per Google che il sito abbia contenuti originali e qualità, che rendano il sito unico rispetto a quelli dei competitors. Tra le linee guida di Google parla di qualità di contenuti e struttura del sito, ovvero di:

– Progettare siti con link testuali comprensibili, in cui tutte le pagine del sito siano collegate da almeno un link testuale.
– Offrire mappe del sito con link che rimandano alle sezioni più importanti.
– Limitare il numero di link presenti in ogni pagina.
– Creare siti che siano chiari e ricchi di informazioni, con un buon utilizzo delle parole che gli utenti potrebbero cercare per voler raggiungere il tuo sito.
– Utilizzare gli alt tag per descrivere le immagini del sito, in quanto il crawler non riconosce il significato delle immagini .
– Utilizzare titoli descrittivi e con le parole chiave giuste.
– Verificare la presenza di link non funzionanti e correggere eventuali errori nel codice del sito realizzato.
– Utilizzare url dinamici e descrittivi.

Seguendo questi consigli di un seo di Lecce, relativi a segnali sociali, allo spam ed alla qualità del sito, si può restare posizionati in Google e continuare a crescere, senza il rischio di venire penalizzati e dunque scartati e messi da parte per dover poi ricominciare da zero una volta sistemato il problema.

Spero l’articolo sia stato di vostro gradimento. Un saluto 🙂

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *