Come Fare SEO oggi e domani (2021 – 2022)

C’è chi dice che la SEO è morta, che la SEO è rimasta sempre uguale. Ma sta di fatto che Google utilizza oltre 200 algoritmi per il posizionamento di un sito rispetto ad un altro, e questi algoritmi vengono aggiornati QUOTIDIANAMENTE!

Ma quindi, come fare SEO nel 2021? Cosa funziona ancora, e cosa non più? Su cosa conviene puntare? Ecco alcuni suggerimenti 😉

Strategia SEO 2021 

Suggerimenti per non arrivare impreparati alle più recenti novità in ambito search marketing e motori di ricerca, e posizionarsi sui motori di ricerca attraverso la SEO.

Posizionarsi su Google nel 2021

Da un’analisi su 4.5 milioni di query, sembra che il 58% di utenti clicca su risultati multimediali (in particolare “video”), contro il 42% che clicca su risultati non multimediali.

Il recente annuncio di Google sull’utilizzo di segnali UX all’interno dei fattori di posizionamento a partire da maggio 2021, fa capire la direzione in cui si muove il motore di ricerca, e la direzione in cui occorre andare se si vuole continuare a dominare le SERP.

Come già accennato a maggio 2020, il 10 novembre 2020 Google annuncia ufficialmente che  i segnali dell’esperienza in pagina verranno inclusi nell’algoritmo di posizionamento a partire da maggio 2021.

I “core web vitals” (lanciati da Chrome, un set di metriche che stabiliscono la qualità dell’esperienza di navigazione sul sito, basandosi su velocità, stabilità e interazione) diventano importanti fattori di ranking per garantire ad un sito di mantenere un buon posizionamento organico.

Tra i segnali “vitali” vengono inclusi il tempo di caricamento di tutti i contenuti di una pagina, ovvero 

  • il Largest Contentful Paint (LCP), 
  • il livello di interattività (FID, First Input Delay), ovvero da quando l’utente effettua un’azione (es. un click) a quando il browser effettivamente risponde a quell’azione, 
  • il Cumulative Layout Shift (CLS) che misura il grado di stabilità visiva dei contenuti per l’utente

Accanto a queste metriche “vitali”, Google terrà in considerazione altri segnali già considerati oggi dagli algoritmi per valutare l’esperienza in pagina e attribuire il posizionamento, ovvero: 

  • quanto il contenuto è “mobile friendly”, 
  • se la navigazione è sicura, protetta con HTTPS, 
  • se la pagina è senza pubblicità intrusive.

Qui la fonte ufficiale.

Tuttavia, già da tempo la comunità SEO discute sull’importanza di segnali UX per il posizionamento organico

Analisi SERP: cosa ha funzionato fino a ieri

Da un’analisi di aprile 2019 su circa 11.8 milioni di risultati di ricerca Google, vediamo la direzione in cui si muove il motore di ricerca, e dove è importante focalizzare gli sforzi per sostenere la crescita del traffico sui siti.

  1. La link autority (qualità e quantità di link) complessiva di un sito ha un’alta correlazione con posizioni migliori.
  2. Pagine che ricevono più backlink performano meglio (la posizione 1 ha 3.8x link in più rispetto a pagine in posizione 2-10)
  3. Contenuti con un alto “Content Grade” hanno abbondantemente superato in SERP contenuti con un basso Content Grade. Il “Content Grade” è una metrica fornita da Clearscope per valutare la qualità di un contenuto, basandosi principalmente sulla presenza nel contenuto di correlate importanti (keyword LSI).

Le keyword LSI sono parole semanticamente correlate alla principale, come ad esempio la parola “governo” o “sussidio alle famiglie” per la keyword obiettivo “reddito di cittadinanza”.

  1. In media la prima posizione in Google era per contenuti composti da circa 1500 parole.
  2. I siti web con un tempo sul sito superiore alla media tendono a posizionarsi più in alto su Google. Il tempo medio per una prima posizione su Google è 2.5 minuti. C’è una forte correlazione tra il tempo medio del sito e le prime posizioni su Google.

qui lo studio completo.

Fattori di posizionamento 2021

Vengono inoltre di seguito evidenziati alcuni dei più importanti fattori di posizionamento noti nel 2020, che molto probabilmente saranno ancora più influenti per fare seo nel 2021.

  1. La pagina parla dell’argomento “in-depth” (approfonditamente)
  2. La velocità di caricamento della pagina via HTML e via Chrome
  3. Utilizzo di AMP (richiesto per posizionarsi nel carosello delle news da mobile)
  4. Entity Match (ovvero se c’è corrispondenza tra l’argomento cercato dall’utente e l’argomento trattato) e Hummingbird (con questo algoritmo Google capisce meglio il topic di una pagina)
  5. 5. Aggiornamenti storici della pagina (quante volte viene aggiornata la pagina? con regolarità? contenuti aggiornati più di frequente e con molte modifiche, non solo poche frasi o parole, performano meglio)
  6. 6. Mobile-Friendly Update: Mobile Usability e “Mobile-first Index”.
  7. Contenuti supplementari: (es. convertitori di valuta, calcolo codice fiscale, altri software utili, etc)
  8. Multimedia: (immagini, video e altri multimedia mostrano meglio la qualità di un contenuto)
  9. Riferimenti e Fonti: citare riferimenti e fonti utili, linkandole (anche in dofollow) è molto utile per stabilire la qualità di un contenuto
  10. Liste ed elenchi puntati
  11. Segnali UX da keyword posizionate (come dice Google, “We look for sites that many users seem to value for similar queries.”)
  12. Insights e Valore dei contenuti prodotti
  13. YouTube: creare ed utilizzare video aiuta sia nei contenuti sia nell’acquisizione di più traffico attraverso Youtube e Google Search (video).
  14. Usabilità (% rimbalzo, tempo sul sito, utenti di ritorno): tempo medio sul sito, pageview per sessione e frequenza di rimbalzo (ovvero i fattori di posizionamento di Rankbrain, algoritmo di Google che sembra misurare come l’utente interagisce tra risultati di ricerca e pagina di destinazione) possono migliorare il posizionamento di una pagina
  15. CTR Organico, sia per una keyword specifica, che per tutte le keyword nel complessivo

Esempi di cosa funziona oggi

1°- 3° posizione per “keyword research”

1) presenza di video in pagina

2) barra lateralepulita” (trovato su tutte le prime posizioni)

3) ampio utilizzo di immagini

4) link correlati automatici (aumentano CTR e abbassano bounce rate)

5) Ampio utilizzo di link interni tra articoli

6) Video correlati fuori dal contenuto principale (popunder) 

7) Utilizzo dell’indice degli argomenti

8) link interni tra articoli

 

* Studio realizzato per l’azienda per cui lavoro, Digital360, leader dell’innovazione digitale in Italia.

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