Il bookmark (in italiano segnalibro) è il salvataggio di una pagina web, cioè di un URL, per ritrovarla in seguito senza doverla cercare di nuovo. Nel browser i bookmark restano in un elenco, che si apre dal gestore dei segnalibri. Il social bookmarking è la versione condivisa: un servizio online in cui gli utenti aggiungono, annotano e condividono segnalibri di documenti web (Wikipedia).
Faccio SEO dal 2009. Ho aggiornato questa voce a ottobre 2026: ho lasciato la definizione del segnalibro nel browser e ho aggiunto il social bookmarking, che nella SEO storica era una tecnica per ottenere link, con una valutazione onesta di quanto conti oggi.
Il bookmark nel browser
In Chrome si salva una pagina con l’icona Segnalibro a destra della barra degli indirizzi, e si gestiscono i segnalibri dal Gestore dei segnalibri nel menu. Se accedi con l’account Google, i segnalibri sono disponibili su tutti i tuoi dispositivi (Guida di Chrome). Gli altri browser hanno funzioni equivalenti con interfacce diverse.
Il social bookmarking e la SEO
Il social bookmarking ha una storia lunga: Wikipedia colloca le origini dei segnalibri online condivisi attorno ad aprile 1996 con itList e scrive che Delicious, fondato nel 2003, ne ha reso popolari i termini. Aggiunge che molti servizi della prima generazione hanno chiuso: nel 2012 Furl, Simpy, Spurl.net, Gnolia, Faves e Connectbeam non erano più attivi (Wikipedia).
Per la SEO, il motivo di interesse era il link: ogni segnalibro pubblico creava un backlink verso la pagina, e alcuni webmaster usavano servizi che generavano link per cercare di migliorare il posizionamento. Wikipedia nota che questi sistemi sono stati abusati da chi segnalava le pagine ripetutamente o usava molte etichette popolari (fonte).
Quanto conta oggi
Poco, e con un rischio. Google elenca tra gli esempi di link spam i link da directory o siti di segnalibri di bassa qualità (fonte). Non ho trovato nella documentazione di Google una dichiarazione secondo cui i segnalibri sociali aiutino il posizionamento. Quindi non li consiglio come tecnica: se un lettore salva la tua pagina nel suo browser, è un buon segno di utilità, ma non è un segnale che tu possa o debba produrre.
Esempio
Esempio inventato. Un sito di ricette pubblica una guida ai tempi di cottura. Molti lettori la salvano nel browser per riaprirla in cucina: per loro è un bookmark utile. Non ho evidenze che questo cambi la classifica del sito. Se invece il sito pagasse un servizio per inserire la guida in cento siti di segnalibri, otterrebbe link che Google considera tra gli esempi di spam.
Per capire come i link vengono valutati leggi la voce sul PageRank; per il quadro generale, la guida al posizionamento su Google.
Vuoi un piano di link che non ti metta a rischio? Scrivimi con sito e obiettivi e ne parliamo in videochiamata.
Domande frequenti su bookmark
Cosa significa bookmark?
Significa letteralmente segnalibro. Nel browser è il salvataggio di una pagina web per ritrovarla in seguito: in Chrome, per esempio, si usa l’icona Segnalibro accanto alla barra degli indirizzi (fonte).
Il social bookmarking serve ancora alla SEO?
Poco. Google elenca tra gli esempi di link spam i link da directory o siti di segnalibri di bassa qualità (fonte), e non ho trovato nella documentazione Google alcuna indicazione che i segnalibri sociali migliorino il posizionamento.