Safari è il browser di Apple, preinstallato su Mac, iPhone e iPad. Si basa sul motore di rendering WebKit, cioè il componente che trasforma il codice di una pagina in quello che vedi sullo schermo. Se il tuo pubblico usa dispositivi Apple, Safari è il browser con cui vede il tuo sito: va testato.
Faccio SEO dal 2009 e guardo ogni sito anche da iPhone, perché i problemi più fastidiosi emergono spesso lì. Ho riscritto questa voce a ottobre 2026: la versione del 2016 diceva solo che Safari era il browser del “Machintosh”, con un refuso, e non spiegava nulla di utile.
Come funziona
Safari è nato nel 2003 ed è sviluppato da Apple. Ha le funzioni comuni a tutti i browser: segnalibri, cronologia, schede, navigazione privata, gestione delle password. Su iPhone e iPad è il browser predefinito. Apple ha interrotto lo sviluppo della versione per Windows nel 2012, quindi chi usa Windows non lo ha.
Una caratteristica nota è la protezione dal tracciamento. Safari limita i cookie di terze parti e le tecniche con cui i siti seguono gli utenti, e questo può avere effetti sulle misurazioni di campagne e statistiche.
Perché WebKit conta
Chrome ed Edge usano Blink, Firefox usa Gecko, Safari usa WebKit. Sono motori diversi, quindi una funzione di HTML o CSS può arrivare in tempi diversi, o comportarsi in modo leggermente diverso. Le pagine di MDN Web Docs indicano per ogni funzione quali browser la supportano.
Esempio: un modulo di contatto funziona su Chrome ma su iPhone il campo del telefono non si compila come previsto. Chi arriva da Safari abbandona la pagina. Il sito è lo stesso, ma per una parte dei clienti non è utilizzabile.
Come vedere il codice sorgente
Su Safari il menu per sviluppatori è nascosto. Per attivarlo apri le impostazioni, sezione Avanzate, e abilita la voce per mostrare le funzioni di sviluppo. Poi dal menu Sviluppo puoi vedere il codice sorgente della pagina e usare il Web Inspector per esaminare gli elementi. Nella documentazione Apple trovi gli strumenti ufficiali.
Cosa c’entra con la SEO
Google non posiziona un sito in base al browser dei visitatori. Ma una buona parte del traffico da smartphone passa da Safari, quindi un sito che si rompe su iPhone perde visite, richieste e vendite. Per chi lavora su mobile è un test da non saltare.
Errori comuni
- Provare il sito solo su Chrome e su desktop.
- Dare per scontato che una pagina identica nel codice appaia uguale su Safari.
- Ignorare che i cookie di terze parti vengono limitati, con effetti sui dati di Analytics.
- Controllare solo il simulatore e mai un dispositivo reale.
Per confrontare, apri la stessa pagina anche su Google Chrome e su Mozilla Firefox.
Il tuo sito funziona bene da iPhone? Scrivimi con sito e obiettivi e ne parliamo in videochiamata. Per il quadro generale leggi la guida al posizionamento su Google.
Domande frequenti
Cos’è Safari?
È il browser di Apple, preinstallato su Mac, iPhone e iPad. Serve a navigare sul web e usa il motore di rendering WebKit.
Safari è disponibile per Windows?
No. Apple ha interrotto lo sviluppo della versione per Windows nel 2012, quindi oggi Safari è disponibile solo sui dispositivi Apple.
Come si vede il codice sorgente di una pagina su Safari?
Devi prima attivare il menu Sviluppo nelle impostazioni di Safari, nella sezione Avanzate. Poi scegli Sviluppo, Mostra sorgente pagina, oppure usi la scorciatoia Opzione+Cmd+U.
Perché devo testare il mio sito su Safari?
Perché chi usa un iPhone o un Mac vede il sito attraverso Safari, e WebKit può comportarsi in modo diverso da Chrome. Un pulsante o un modulo che non funziona fa perdere clienti.