Search Marketing e SEO: Trend 2015 – 2016

Il mondo e la tecnologia vanno sempre più veloci. E ad essi si aggiungono, ovviamente, il , con tutto ciò che il web porta con sè. La seo, il Search Marketing, le ricerche sul web, la pubblicità online, blog e quant’altro si sviluppano a velocità impensabili qualche decina di anni fa.

Anno dopo anno il progresso si avvicina sempre di più ai romanzi distopici e futuristici. L’Orwell e l’Huxley di “Brave New World” che abbiamo letto a scuola, da romanzo di fantasia sembrano ora diventati quasi profetici, descrittori di un mondo, quello attuale, dove la tecnologia diventa sempre più vicina all’uomo, e dove i robot e i droni volanti non sono più soltanto fantasia.

La pubblicità virale di Amazon bene riassume questo concetto.

Ma non è soltanto una questione di droni volanti. Il web semantico si muove sempre di più verso il suo compimento. Molti degli oggetti intorno a noi, connessi a internet, diventano parte integrante, e spesso necessaria, della nostra giornata. Mentre gli ingegneri studiano sempre più modi per rendere gli oggetti “intelligenti” e vicini a noi, il nostro cellulare smartphone diventa il telecomando delle nostre vite.

Semafori “smart” che funzionano a seconda delle condizioni di traffico, automobili intelligenti e sensori per la pioggia che attivano i tergicristalli quando piove, automobili che ci fanno ascoltare automaticamente la musica che stavamo ascoltando prima di metterci in macchina, riscaldamenti intelligenti e regolabili a distanza, ma non solo.

Queste e molte altre invenzioni e innovazioni sembrano plasmare il nostro futuro. Il web semantico è proprio questo. Un web fatto di cose, di oggetti reali che interagiscono con noi attraverso internet.

Vediamo quindi, da Google Insights, i Trends per i Markettari nel 2015, presi da una infografica di Google:

trends search marketing 2015

1. L’internet “degli oggetti” (web of things) è ormai una realtà ufficiale. Mentre il numero di dispositivi connessi aumenta, anche tutti gli oggetti connessi al web (auto, traffico intelligente, etc.) iniziano a diventare piattaforme che fanno parte della vita dei consumatori, e aiutano nelle faccende di ogni giorno.

Vediamo questo cosa comporta per gli online marketers.

– Quando si hanno più dati a disposizione si possono creare migliori esperienze utente, e diversificare il messaggio del brand basandosi sulle preferenze di ognuno.

– Utilizzando la nuova tecnologia programmatica (anche in Italia) si possono mostrare annunci rilevanti in tempo reale.

– Si possono sempre di più prendere decisioni basate sui dati per migliorare l’esperienza del customer care.

2. Gli smartphone diventano “più intelligenti”, e possono utilizzare molti dati per creare esperienze personalizzate. L’internet “degli oggetti” sta diventando un “internet della persona”. Le ricerche personalizzate per gli utenti connessi a Google sono un ottimo esempio di come la persona sia al centro di tutto. E’ in sintonia con le esperienze di ogni singolo individuo che il web si plasma per dare sempre più risultati personalizzati in base alle sue preferenze.

I cellulari sono diventati il telecomando delle nostre vite. Non ce ne separiamo mai, e con l’avvento del web semantico i nostri smartphone ci permettono davvero di avere un telecomando a portata di mano per “accendere e spegnere” gli oggetti intorno a noi.

Vediamo anche qui quali lezioni possono apprendere i marketers da questi nuovi trends e dati.

– E’ importante essere sicuri che l’utente abbia un’ottima esperienza del brand sul suo smartphone. Sempre più utenti navigano da cellulare. Avere un sito mobile friendly, conoscere i percorsi degli utenti che navigano sul sito dal loro telefonino è più che mai indispensabile.

Utilizzare il contesto: è molto utile offrire contenuti contestualizzati basati sulla posizione e le preferenze dell’utente, annunci pubblicitari geo localizzati, ordini in un click.

3. “On-Demand” non è più soltanto per il web. Le richieste di “spedizione in giornata” sono raddoppiate (X2) in 4 anni (Feb. 2010 – Feb. 2014).

Gli utenti si aspettano di ricevere quello che vogliono nel momento in cui lo vogliono.

E per i marketers e le attività di business online?

– Si può pensare ad un customer care 24/7?

– Consegna su richiesta, gratuita o in giornata?

– Una più dettagliata strategia di chiave?

– E’ importante rendere il più possibile semplici e veloci le interazioni con il brand.

Queste sono le previsioni dei trends in USA per quanto riguarda l’internet of things e l’internet of me, ovvero di come il web semantico che combina gli oggetti tra loro e con le persone, diventi sempre più un web della persona, che ha una esperienza a 360° con i dispositivi che gli stanno intorno.

I marketers dovrebbero prenderne consapevolezza, e puntare tutto sull’esperienza dell’utente, che oggi diventa fondamentale per creare un rapporto solido, forte e genuino tra il brand e il consumatore.

Ed ecco che i seo cambiano, e diventano growth hackers. Non bastano più un mucchio di parole , un po’ di link e buzz poco sociale.. Ora i seo devono conoscere l’utente con il quale hanno a che fare, ed assecondarlo accompagnandolo verso gli obiettivi. L’esperienza che l’utente ha con il brand, a 360 gradi e su tutti i dispositivi con i quali lo raggiunge, dev’essere portata ai migliori livelli. Il brand in tutte le sue parti deve comunicare se stesso come un’orchestra, dove tutti i musicisti sono in sintonia tra loro. Non basta più la ricerca di parole chiave, ma serve una ricerca degli interessi, del desiderio latente, della ricerca non espressa che l’utente fa. “Ecco quello che volevo dire!” Quando si trova quella parola chiave latente, che l’utente non ha espresso, ma che trasforma il suo pensiero in parole, allora si è fatta una buona analisi delle parole chiave. La link building è già diventata link earning, e un link guadagnato può valere più dell’oro. Al contrario, la pura link building che ha portato i siti in cima in poco tempo per tanto tempo, sembra non avere più quel peso / influenza che aveva una volta. Si parla di “co-citation building” (termine inventato).. ma sarà davvero così?

Quello che è importante capire è il cambio di mentalità, dove soltanto una solida base di marketing, analytics, e linguaggio tecnico (html, php, xhtml, xml, database, php, ecc.) può portare un seo al successo. E voi cosa ne pensate? Lasciate un commento in basso con i vostri pensieri, o un +1 se l’articolo è piaciuto. Grazie per la lettura 🙂

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