Dizionario SEO

Google Plus

Google Plus (o Google+) è stato il social network lanciato da Google nel 2011 per condividere post, link, foto e video e per organizzare i contatti in “cerchie”. Per chi ha un sito oggi la cosa che conta è semplice: non esiste più. Google ha chiuso la versione per gli utenti ad aprile 2019, quindi non c’è nessun profilo da aprire e nessun vantaggio SEO da inseguire.

Faccio SEO dal 2009 e Google+ l’ho visto nascere, esplodere nelle discussioni dei blog e sparire. Ho riscritto questa voce a ottobre 2026: prima era ferma al 2013 e descriveva il social come se fosse ancora attivo, con una frase sui link “DoFollow” che non posso sostenere con fonti.

Come funzionava

Il cuore di Google+ erano le cerchie (circles): gruppi di persone che l’utente creava a piacere, come famiglia, colleghi o clienti. Quando pubblicavi un post decidevi con quali cerchie condividerlo. A questo si aggiungevano:

  • il tasto +1, simile al “mi piace” di Facebook;
  • le community su un tema, dove si discuteva a gruppi;
  • gli Hangouts, cioè le videochiamate di gruppo;
  • le pagine per le aziende, collegate ai servizi di Google.

Il funzionamento ricordava quello di Facebook o, in parte, di Twitter, ma con l’idea di fondo che tutto fosse legato all’account Google.

Cosa c’entrava con la SEO

Tra il 2012 e il 2014 nel settore girava la convinzione che pubblicare su Google+ aiutasse a posizionarsi. Il motivo era comprensibile: i post comparivano nei risultati di ricerca, soprattutto a chi era già collegato all’autore, e Google+ era un prodotto di Google.

Qui conviene separare i fatti dalle ipotesi:

  • Fatto: Google ha sempre dichiarato che i segnali sociali non sono un fattore di ranking diretto.
  • Ipotesi mai confermata: che i link o i +1 su Google+ trasmettessero PageRank o un vantaggio speciale. Non ho trovato fonti ufficiali che lo dicano.

Un contenuto su Google+ era una pagina come le altre: poteva essere indicizzata e trovata, ma non era una corsia preferenziale. Per approfondire il dibattito di allora, ho raccolto le mie conclusioni in Google, social network e posizionamento.

Perché è stato chiuso

Google ha annunciato la chiusura nell’ottobre 2018. Il prodotto aveva uso limitato e Google aveva individuato un problema di sicurezza che esponeva i dati di alcuni profili. La chiusura per gli utenti è avvenuta nell’aprile 2019.

Esempio: nel 2013 un negozio online pubblicava ogni articolo del blog anche su Google+, convinto di “spingerlo” su Google. Oggi quello sforzo è perso: il profilo non c’è più e l’articolo è posizionato, o no, per i suoi contenuti e per i link che ha ricevuto da altri siti.

Cosa insegna oggi

Tre lezioni utili da quella storia:

  1. Non costruire la strategia su una piattaforma di altri. Può cambiare regole o chiudere. Il tuo sito resta il punto fermo.
  2. Diffida delle scorciatoie SEO senza fonti. Se un vantaggio non è documentato da chi gestisce il motore di ricerca, trattalo come ipotesi.
  3. Scegli i social dove sta il tuo pubblico. Per un confronto aggiornato leggi i social network più utilizzati e la voce sui social network.

Se cerchi visibilità locale, la strada oggi passa soprattutto dalla scheda su Google Business Profile e da recensioni curate, non da un social network di Google.

Vuoi capire quali canali valgono davvero per il tuo sito? Scrivimi con sito e obiettivi e ne parliamo in videochiamata. Per il quadro generale leggi la guida al posizionamento su Google.

Domande frequenti

Che fine ha fatto Google Plus?

Google ha chiuso la versione per gli utenti comuni ad aprile 2019. Dopo la chiusura i profili personali e i contenuti pubblicati non sono più raggiungibili come prima.

Google Plus influenzava il posizionamento su Google?

Google non ha mai indicato i contenuti di Google+ come fattore di ranking diretto. Nella comunità SEO si era diffusa l’idea contraria, ma non è mai stata confermata da fonti ufficiali.

Cos’erano le cerchie di Google Plus?

Erano gruppi di contatti che l’utente creava a piacere, per esempio amici, colleghi o clienti. Ogni post poteva essere condiviso solo con le cerchie scelte oppure con tutti.

Cosa uso oggi al posto di Google Plus?

Dipende dall’obiettivo. Per farsi trovare in locale conta la scheda su Google Business Profile, per il resto si scelgono i social in base al pubblico: LinkedIn per il B2B, Facebook e Instagram per i consumatori.

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