Dizionario SEO

Social Network

I social network sono piattaforme online in cui gli utenti creano un profilo, si collegano ad altre persone o aziende e condividono testi, immagini, video e link, interagendo con like, commenti e messaggi. Per chi ha un sito, il punto pratico è questo: sono canali per farsi conoscere e dialogare, non un interruttore per salire su Google.

Faccio SEO dal 2009 e ho visto cambiare più volte il modo in cui si parla di social. Ho riscritto questa voce a ottobre 2026: prima era un elenco di nomi fermo al 2013, con Google Plus ancora tra i protagonisti, e ho aggiunto cosa dice Google sul rapporto con la SEO.

Come funzionano

Ogni social ha regole sue, ma lo schema è comune:

  • Profilo o pagina: l’identità di una persona o di un’azienda.
  • Rete di contatti: amici, follower, collegamenti. Cambia il verso della relazione (reciproca o a senso unico) ma l’idea è la stessa.
  • Contenuti e interazioni: post, storie, video, commenti, condivisioni, messaggi diretti.
  • Algoritmo del feed: decide quali contenuti vedi per primo. Non lo controlli, quindi conta capire cosa premia ogni piattaforma.

Le principali, in breve: Facebook per un pubblico ampio, LinkedIn per i rapporti professionali, Twitter (oggi X) per le conversazioni in tempo reale, Pinterest per le idee visive. Google Plus, che trovavi in questo elenco, è stato chiuso nel 2019 (storia qui).

Social e SEO: cosa dice Google

Le fonti ufficiali vanno tutte nella stessa direzione. La SEO Starter Guide cita i social media come uno dei modi per promuovere un sito, non come segnale di ranking. I segnali sociali, cioè like, condivisioni e commenti, non risultano un fattore diretto.

Inoltre i link dentro ai post sono in genere marcati nofollow o ugc (attributi spiegati da Google), quindi non passano PageRank in modo diretto. Un profilo social può però comparire nei risultati quando qualcuno cerca il nome del brand.

L’effetto indiretto esiste ed è reale: un contenuto condiviso viene letto da più persone, qualcuna lo cita sul suo sito e arrivano backlink e visite. Il vantaggio passa dalle persone, non da un fattore di Google.

Esempio: uno studio di commercialisti pubblica una guida sulle scadenze fiscali sul proprio sito e la condivide su LinkedIn. Il post non fa salire la pagina su Google. Ma un consulente la legge, la cita in un suo articolo e il link che arriva da lì conta per la SEO.

Errori comuni

  • Essere ovunque. Cinque profili trascurati danno un’immagine peggiore di uno solo curato.
  • Postare solo promozioni. Il pubblico dei social non è lì per vedere listini.
  • Pensare che i follower siano clienti. Misura clic sul sito, richieste e contatti, non solo i numeri del profilo.
  • Dimenticare il sito. I social sono su un terreno di altri, il sito è tuo: usali per portare persone lì.

Da dove partire

Scegli il canale in base al pubblico (qui trovi i social network più utilizzati), definisci cosa vuoi ottenere e misura i risultati. Per costruire una relazione vera con il pubblico leggi cos’è il social engagement e la guida alle strategie di social media marketing.

I social stanno portando clienti al tuo sito, o solo like? Scrivimi con sito e obiettivi e ne parliamo in videochiamata. Per il quadro generale leggi la guida al posizionamento su Google.

Domande frequenti

Cos’è un social network?

È una piattaforma online in cui ogni utente ha un profilo, si collega ad altri utenti e condivide contenuti come testi, foto, video e link. L’interazione avviene con like, commenti, condivisioni e messaggi.

Quali sono i principali social network?

Tra i più usati ci sono Facebook, Instagram, YouTube, TikTok, LinkedIn, X (ex Twitter) e Pinterest. Ognuno ha un pubblico e un uso diversi, quindi non serve essere presenti su tutti.

I social network aiutano la SEO?

Non direttamente. Google dichiara che like e condivisioni non sono un fattore di ranking, e i link dai social sono in genere nofollow o ugc. Aiutano però a far conoscere i contenuti e, di riflesso, a ricevere visite e link da altri siti.

Quanti social network serve usare per un’azienda?

Pochi, ma curati. Meglio uno o due canali dove sta davvero il tuo pubblico che cinque profili abbandonati.

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