Il PHP è un linguaggio di programmazione che gira sul server e costruisce le pagine web al momento della richiesta, spesso prendendo i contenuti da un database. Per chi ha un sito la cosa che conta è che il visitatore e Google non vedono mai il codice PHP: ricevono solo la pagina già pronta.
Faccio SEO dal 2009 e mi imbatto nel PHP quando un sito è lento, quando un plugin dà errore o quando serve cambiare un dettaglio in tutte le pagine. Ho riscritto questa voce a ottobre 2026 per spiegare cosa succede davvero tra richiesta e pagina.
Come funziona
Quando digiti un indirizzo, il browser chiede la pagina al server. Se la pagina è fatta in PHP, il server esegue il codice, chiede al database i testi e le immagini che servono, li inserisce in un modello e invia al browser una pagina in HTML. Il CSS ne decide l’aspetto.
Il vantaggio rispetto a una pagina scritta a mano è che il modello è uno solo. Esempio classico: l’anno nel copyright in fondo alla pagina. Si scrive una volta in un file (di solito footer.php) e compare in tutte le pagine. Lo stesso vale per intestazione, menu e barra laterale.
Cosa c’entra con la SEO
- Google vede l’HTML. Una pagina PHP è indicizzabile come una pagina statica. Quello che conta sono testi, titoli, link e velocità.
- Velocità. Ogni pagina richiede calcoli e domande al database. Hosting scarso, plugin pesanti o PHP vecchio allungano i tempi. Vedi la guida alla velocità del sito.
- URL puliti. Il PHP può generare indirizzi con molti parametri. Con WordPress si impostano permalink leggibili, un tema che ho trattato in come ottimizzare WordPress per la SEO.
- Errori e redirect. Un errore PHP può far comparire pagine vuote o codici di errore del server. I reindirizzamenti spesso si impostano proprio nel codice o in un plugin: vedi i redirect 301 e 302.
Nota: per le informazioni ufficiali sul linguaggio, sulle versioni ancora supportate e sul manuale c’è il sito php.net.
Esempio pratico
Un negozio con 500 prodotti ha una sola scheda modello in PHP. Il codice prende dal database nome, prezzo, descrizione e foto del prodotto richiesto e li mette nello stesso schema. Se vuoi aggiungere un blocco “spedizione in 24 ore” a tutte le schede, modifichi il modello una volta sola.
Errori comuni
- Modificare i file del tema senza tema figlio. Al prossimo aggiornamento il lavoro sparisce.
- Lasciare una versione di PHP vecchia. È un rischio di sicurezza e rallenta il sito.
- Mostrare a Google contenuti diversi da quelli per gli utenti. È il cloaking, vietato dalle norme antispam di Google.
- Installare troppi plugin. Ognuno aggiunge codice PHP da eseguire a ogni visita.
Oggi
PHP resta uno dei linguaggi più usati nel web, soprattutto perché è alla base di WordPress. Esistono alternative, ma per un sito aziendale non cambia nulla in termini di SEO: Google valuta l’HTML finale. Se vuoi un confronto con altri strumenti, leggi la pagina sui linguaggi di programmazione.
Il tuo sito WordPress è lento o dà errori? Scrivimi con sito e obiettivi e ne parliamo in videochiamata. Per il quadro generale leggi la guida al posizionamento su Google.
Domande frequenti
Che cos’è il PHP?
È un linguaggio di programmazione che viene eseguito sul server. Riceve la richiesta del visitatore, elabora il codice, magari legge dati da un database, e restituisce al browser una normale pagina HTML.
WordPress è scritto in PHP?
Sì. WordPress, come molti altri CMS e negozi online, è scritto in PHP e salva i contenuti in un database. Per questo il tuo hosting deve supportare una versione recente di PHP.
Google vede il codice PHP del mio sito?
No. Il PHP viene eseguito sul server e Google riceve solo il risultato, cioè l’HTML della pagina. Per Google una pagina creata con PHP e una scritta a mano in HTML sono la stessa cosa.
Devo aggiornare la versione di PHP del mio sito?
Sì. Le versioni vecchie non ricevono più correzioni di sicurezza e rallentano il sito. L’elenco di quelle ancora supportate è sul sito ufficiale php.net, e di solito la versione si cambia dal pannello del tuo hosting.